Recensione di Tentare di non amarti, Amabile Giusti

La sinossi
Penelope ha ventidue anni ed è una ragazza romantica e coraggiosa con una ciocca di capelli rosa e le unghie decorate con disegni bizzarri. Orfana, vive con la nonna malata nella misera periferia di una città americana, e ha rinunciato al college per starle vicina. Di notte prepara cocktail in un locale e di giorno lavora in biblioteca. Aspetta l’amore da sempre, quello con la A maiuscola. Un giorno Marcus, il nuovo vicino, entra nella vita di Penny come un ciclone. È tutt’altro che l’eroe sognato: ha venticinque anni, è rude, coperto di tatuaggi, ha gli occhi grigio ghiaccio e un piglio minaccioso. È in libertà vigilata e fa il buttafuori in un club. Tra i due nasce subito ostilità e sospetto ma, conoscendosi meglio, scopriranno di avere entrambi un passato doloroso e violento, ricordi da cancellare e segreti da nascondere.
Una storia d’amore e rinascita, dolce e sensuale, tragica e catartica. L’incontro di due anime profondamente diverse darà vita a un amore che guarirà il dolore e l’odio del passato.

La mia recensione
Devo essere sincera? La sinossi di Tentare di non amarti non mi suggeriva proprio niente. I soliti stereotipi della narrativa contemporanea, mi dicevo. Lui è bello e dannato. Lei dolce e romantica, è carina ma non sa di esserlo. Lui fa lo stronzo un attimo prima di pentirsene e metterle un anello all’anulare sinistro e prometterle eterno amore. Lei vuole cambiarlo però poi come per miracolo sarà lui ad avere un’epiphany in totale autonomia, portentosa quanto rapida, nell’arco trecento pagine o poco più.
Adoro sbagliarmi, e sbagliarmi di grosso come in questo caso. Ma andiamo con ordine.
Ho acquistato questo romanzo perché, ammettiamolo Amabile Giusti è un nome, è una garanzia, e il formato digitale era in offerta. L’ho preso a meno di un euro, mesi e mesi fa senza mai decidermi a leggerlo.
A proposito, e questo è il momento sorella maggiore, quando vi viene voglia di procurarvi illegalmente un libro, fate un giro su Amazon, dove -al prezzo di un caffè- potete leggere senza nuocere a nessuno. E poi recensite. Recensite sempre.
Lascio a metà la 2×2 di Vikings e mi dico “Alessia, devi leggere, devi assolutamente leggere qualcosa”. No, Lagertha, non ho mai pensato di abbandonarti. Torno da te presto, promesso.
È notte fonda quando Penelope, per tutti Penny, è costretta a percorrere a piedi i cinquecento metri che separano il locale dove lavora dall’appartamento che divide con la nonna anziana e malata. Come un leprotto con le pupille dilatate per lo spavento e il cuore in tumulto nel petto, ha i fari del terrore puntati addosso. Possiede i mezzi per cavarsela, potrebbe darsela a gambe -Penny è intelligente e capace- ad esempio, ma non lo fa perché deve occuparsi della nonna Barbie.
Costretta a una vita di sacrifici e rinunce, Penny teme il momento in cui Grant, un belloccio tanto ricco quanto crudele, sferrerà il suo sadico attacco.
A sorpresa, sarà la presenza di Marcus, bello come un dio vendicatore, imponente e forte come un Sansone moderno a tranquillizzare Penny. L’aspetto dell’ex galeotto dovrebbe incuterle timore ma non fa altro che infonderle uno strano senso di sicurezza. Quei cinquecento metri non saranno più una fonte d’ansia per lei, bensì un insidioso quanto stimolante terreno di gioco fatto di parole non dette, mezze frasi, sguardi e liti fugaci come sensuali preliminari.
A rischio di apparirvi esagerata e patetica, confesso che ho il magone dal 20%. “I bulli sono quelli che hanno più bisogno di carezze” dice nonna Barbie e io mi sciolgo.
Amabile Giusti ha una penna che lacera, buca la carta e distrugge le tue difese, ti trascina con sé sempre più a largo. Sì, la trama di Tentare non si distingue certo per l’originalità ma è così ben sviluppata da strapparti il cuore e farti lottare contro le lacrime, pagina dopo pagina.
Il racconto spetta a entrambi i protagonisti: da una parte il punto di vista di Marcus, narrato al presente e in prima persona, e dall’altra Penny, a cui l’autrice riserva una narrazione in terza persona al passato. Ho trovato questa scelta molto sensata e godibile.
Se Amabile non ci avesse regalato qualche capitolo con la voce di Marcus, dubito che sarei riuscita a capire granché del suo splendido personaggio.
Con l’espediente del doppio POV, invece, l’autrice ci regala protagonisti a tutto tondo, apprendiamo pensieri, linguaggio e desideri.
Il lessico è curato nei minimi dettagli e un po’ me la immagino, Amabile, un avvocato con l’anima di inchiostro, a discutere da qualche parte, magari in un’aula di tribunale.
Ho preso a cuore Penny e Marcus, così tanto che pregavo il dio dei romanzi (che altri non è che l’autore) di concedere un po’ di fortuna alle sue creature perché davvero a un certo punto lo strazio era tale che li avrei voluti qui per abbracciarli forte.
Detto ciò, proverò a raccontarvi questo romanzo senza raccontarvelo…
“Le spiegò che viveva nello stesso palazzo di Marcus, che erano diventati amici e che era lì per portarle un messaggio da parte sua. Non le disse che temeva di amarlo, che lo sognava tutte le notti, che solo a sfiorarlo, per caso o per sbaglio o facendo finta che fosse per caso o per sbaglio, sentiva un rogo nel petto. Non le disse che stare lì, a fingere d’esser un’ambasciatrice senza pena, era una pena per l’anima. (…)
Si poneva tutte quelle domande e si sentiva triste, scartata come un avanzo di pane vecchio che non hai mai provato neppure a mangiare perché il pane senza nulla non sa di nulla. (…)
Non capisco bene cosa faccio, ma soprattutto non capisco bene cosa provo: so soltanto che appena la abbraccio da dietro, stringendola forte, mi sento come se avessi conquistato qualcosa di fondamentale. (…)
Eppure, era sicura di amarlo.
Come se le due cose fossero compatibili -provare in ugual misura un odio lacerante e un lacerante bisogno non solo fisico di lui- doveva ancora scoprirlo. (…)
È l’ultima volta che la vedo e mi sento come se il mondo fosse nel quale cadrò, tra un minuto esatto, appena andrò via di qui. (…)
Sperava che fosse libero per sempre. Vivo e libero. (…)
La desidero con ogni goccia del mio sangue.”
Se state cercando una storia dove il rosa del romanticismo si screzia di cremisi e vira pericolosamente verso altre tonalità più forti e passionali, se volete una storia di perdono, comprensione e accettazione, se desiderate leggere di due persone spezzate dal passato, che fuggono dal presente ma che ancora sperano nel futuro, Tentare di non amarti fa assolutamente per voi.

Voto 5/5

Writen by Alessia Garbo

4 thoughts on “Recensione di Tentare di non amarti, Amabile Giusti

  1. Ahhhh…. sospiro e occhi a cuore. Mi hai consigliato stra-bene … e non avevo dubbi! L’ho finito or ora, e devo dire che è come dici tu: la trama se vogliamo non lascia spazio a sorprese, ma e’ scritti così bene che scorre che e’ una meraviglia!!!!!!!! Mi ha fatto bene al cuore 🙂

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