Life and death, di Stephenie Meyer. Che cosa ne penso?

Life and Death

Buonasera, visitatori più o meno occasionali. È successo il fattaccio, quello che “oddio, no!”, come avranno esclamato tutti i Twilighters di questo mondo, quando hanno appreso il contenuto del regalo tanto sentito della Meyer ai suoi milioni di lettori.

Ora, se siete suoi fan, di certo vi aspettavate Midnight Sun, la storia raccontata dal punto di vista di Edward (idea che E. L. James ha saputo sfruttare con Grey- chiamatela scema- e che la Meyer aveva piantato in asso dopo qualche capitolo). Se non siete suoi fan, buon per voi, visto che Stephanie si rapporta ai suoi followers con lo stesso rispetto che mia nonna usa nei confronti degli operatori telefonici quando la chiamano all’ora di pranzo e lei 1- ha cucinato spaghetti olio e parmigiano 2- il piatto si sta gelando in tavola, e 3- No, non vuole cambiare gestore e sì, è soddisfatta del servizio finora fornitole. Si prega di non insistere. Ho reso l’idea? Beati voi che non vi aspettate niente da Stephenie Meyer. Continuate così, che fate benissimo.

Detto questo, da dove comincio? Qualche dato di fatto lo volete? Niente grafici, niente numeroni, solo qualche parola.

Twilight è il romanzo d’esordio di questa autrice, cui seguirono altri tre capitoli, cinque film e una fama mondiale, vuoi per i libri, la scrittrice, le pellicole, o gli attori che le interpretarono. Tutti hanno sentito parlare di Edward il vampiro e di Bella l’umana almeno una volta nella vita. Qualcuno li ha venerati, qualche altro solo apprezzati, altri ancora disprezzati. Se non si fosse capito, io facevo parte della prima categoria. Nel corso degli anni, la Meyer ha dichiarato che allo stato attuale non avrebbe più scritto il libro così come noi lo abbiamo letto. *perplessità* Inoltre, per quanto noi fan possiamo saperne, non ha preso in mano una penna dall’uscita di Breaking Dawn a quella di Life and Death. E poi, è stata accusata di stereotipi di genere.

Per risolvere i tre punti precedenti e per festeggiare insieme il decimo anniversario di Twilight, Stephenie ha riscritto lo stesso identico romanzo, invertendo i sessi. Proprio così.

“Bella è stata spesso tacciata di essere una classica damigella in pericolo, perché viene salvata in svariate occasioni. La mia risposta è sempre stata che Bella è piuttosto un’umana in pericolo, una normale umana circondata da supereroi e supercattivi. È stata anche criticata perché troppo consumata dal suo stesso amore, come se fosse solo una cosa femminile. Ho sempre sostenuto che sarebbe stato lo stesso anche al contrario, se l’umano fosse stato un uomo e la vampira una donna.”

Queste le sue dichiarazioni, partono di seguito tutta una serie di giustificazioni sulla presunta mancanza di tempo per scrivere qualcosa che fosse nuovo e sul perché e il percome ha optato per una cosa anziché per un’altra.

Sarà che ingenuamente credo che un autore abbia dei doveri nei confronti dei propri lettori (primo tra tutti, non scrivere fanfiction del suo stesso lavoro), sarà che io Midnight Sun lo volevo, sarà che la Meyer è (era) il mio idolo… Fatto sta che per tutta la lettura mi sono chiesta: perché, perché, Stephanie? Ne valeva la pena? Non solo hai tradito i tuoi followers, hai fatto un regalo (ciò che viene donato a una persona in segno di affetto, di cortesia, di riconoscenza ecc. SIN dono, presente- Dizionari Corriere.it) che tanto regalo non è, in quanto per essere un dono dovresti cederlo a titolo gratuito, ma poi non sei riuscita ad abbattere gli stereotipi di genere di cui sei stata accusata.

Dopo aver letto la novella di quattrocento e passa pagine, mi sento di affermare che la Meyer ha fatto “trova e sostituisci” coi nomi dei personaggi e che, anzi, ha addirittura peggiorato il problema del sessismo.

Tra le scene inedite (due, se escludiamo il finale) rivediamo il tentativo di aggressione ai danni di Bella a Port Angeles. Solo che, laddove la ragazza rischiava forse uno stupro di gruppo, Beau rischia di essere colpito da un proiettile. Lo spiegate voi alla Meyer che anche i ragazzi (soprattutto da soli in un vicolo buio) possono essere vittime di stupro o anche solo di aggressione e non necessariamente a mano armata?

Edythe, la vampira, si sente di rassicurare in continuazione Beau sulla sua virilità. (Poi però lo prende in spalla come mamma koala!)

“Beau, tu non ti rendi conto di quanto sei…fragile. Non prenderlo come un insulto a te o alla tua mascolinità, qualsiasi umano è fragile, rispetto a me”.

E quando gli offre la cena e lui giustamente protesta perché è stato l’unico a mangiare, lei risponde non che le faceva piacere offrirgli da mangiare, ma…

Io cercai il portafoglio. «No, lascia fare a me, tu non hai mangiato niente…».

«Offro io, Beau».

«Ma…».

«Cerca di non farti ingabbiare in questi ruoli sin troppo antiquati».

Queste frasi da finta femminista se le poteva pure evitare.

Ovviamente, continua anche in Life and Death la saga dell’ossessione per la bellezza, la forza e la prestazione fisica, e l’apprezzamento per il portamento dei vampiri, che si muovono a passo di danza. *Alessia è stufa*

Inoltre, Edythe viene descritta come una ragazzina ai limiti dell’anoressia, con scapole che sembrano ali d’angelo e costole visibili attraverso il tessuto della maglietta. E ricordate la naturale avversione di Charlie per Edward? Scordatevela. Charlie conosce Edythe e si scioglie totalmente in un brodo di giuggiole. Non riesce a staccarle gli occhi di dosso, sembra salutare il figlio sottintendendo “Ben fatto, figliolo!”. Ma perché? Perché?

In tutto questo Girl Power alla riscossa, chi ne esce male sono proprio i personaggi maschili. Io avevo adorato Jacob, Carlisle e persino Jasper, che ora sono Jules, Carine, e Jessamine e che non hanno niente degli originali, secondo me. Archie e compagnia bella sono inconsistenti, la famiglia Cullen si trasforma da un gruppo di pari a un matriarcato. Lo stesso Beau è… Boh. (Battuta scema) Laddove Bella chiedeva con insistenza, si arrabbiava, batteva i piedi, piangeva, aveva un qualche spessore, il suo corrispettivo maschile è totalmente passivo e in balia degli eventi, non piange, forse perché il pianto è inteso dalla Meyer come una prerogativa meramente femminile. Quando Bella scopre l’esistenza dei vampiri su internet e rielabora le informazioni prese in rete tramite un sogno premonitore, ecco che Beau ne fa uno simile ma a carattere erotico. Complimenti, Beau, riesci a essere più rincoglionito e piatto di Bella, e io che non lo credevo possibile.

Altra cosa che non mi torna. Perché mai Bella non riusciva a sottrarsi ai suoi pretendenti indesiderati? (Mike, uno su tutti.) E perché, invece Beau respinge con una notevole decisione Mackaila, Taylor ed Erica? Cosa stai cercando di dirmi, Stefanuccia cara, che le ragazze sono di natura più remissive e che non riescono a dire un no deciso?

Se consiglierei Life and Death a qualcuno? A nessuno, fan o meno. Anna mi ha chiesto di non paragonarlo a Twilight. E io le ho risposto che c’è un protagonista, che sta cercando di ottenere qualcosa, e che c’è un antagonista e dei personaggi di supporto e che sulla carta, Life and Death è un romanzo in piena regola. Ma poi come si fa ad ignorare tutte le cose che vi ho detto sopra? Come si archivia la delusione? E non apro il capitolo del finale, perché molti non capirebbero… Ok, visto che insistete, ve lo riassumo. “Butto nel cesso la mia umanità, la mia normalità, mia madre, mio padre. Fintanto che saremo insieme, nascosti, tutto andrà bene.”

Ha forse un senso? No.

Writen by Alessia Garbo

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